Strada storica con vecchie case e una persona in un borgo italiano.

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Epigrafe storica incisa su pietra al Palazzo Farnese

La costruzione comprende i resti di un antico castello, con torre e cinta fortificate, modificate nel corso degli anni, al proprio interno, da costruzioni nobiliari frammiste ad elementi rurali. La storia di San Valentino e le prime notizie sul castello medievale sono legate alla vicina Abbazia di San Clemente a Casauria e si desumono dal Chronicon Casauriense del XII secolo (1182). Il cartularium fu scritto dal monaco Giovanni di Berardo, su incarico dell’abate Leonate,  e fa risalire la data di fondazione il 12 luglio 1006, quando l’abate Giselberto concesse ai figli di Lupone, Wido, Sifredo e Senebaldo una porzione di terreno in località Zappino, citato anche nel Catalogus baronum (1152). Castrum Petrae e Sanctus Valentinus sono le denominazioni riportate nel Chronicon. In un documento del 1140 San Valentino appartenne al normanno Riccardus Turgisii. Ne divennero poi signori gli Acquaviva, gli Orsini e i Della Tolfa il cui discendente Carlo ne vendeva il territorio a Margherita d’Austria, figlia naturale dell’imperatore Carlo V, vedova di Alessandro de’ Medici e moglie di Ottavio Farnese, per 66.000 ducati, il 3 febbraio del 1583. Gli ultimi feudatari furono i Farnese, prima del passaggio nel 1734 ai Borbone, con Elisabetta, moglie di Filippo V e madre di Carlo di Borbone. Nell’androne una epigrafe ricorda un intervento sulla struttura, ad opera di Giacomo Della Tolfa nel 1507.
 

Veduta di un borgo storico italiano con una chiesa e montagne innevate sullo sfondo.

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